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Prima di tutto, premettiamo che con "dj in discoteca" in questo caso si intendono sia i dj che suonano nei Festival che nei Clubs. Faremo quindi una distinzione tra questi due differenti tipi di eventi, poiché il ruolo del dj è diverso nell'uno rispetto che nell'altro. 

 1 NEI FESTIVAL:

dj-in-discoteca-festivalNei Festival, ovvero grandi eventi con migliaia di persone (come il Tomorrowland, l'Ultra Music Festival e il Q Dance), il dj è al centro dell'attenzione del pubblico, e lo è anche fisicamente (solitamente è su un palco che lo eleva, mettendolo in mostra davanti a tutti. La consolle è al centro perfetto del palco e normalmente intorno c'è uno spazio vuoto, in modo da farla risaltare ancora di più). Il disk jockey che suona normalmente è ben conosciuto, perciò la gente è li per ascoltare proprio lui; quindi egli è libero di fare il suo dj set, esattamente come vuole lui, a differenza dj per le feste private che deve seguire solo le necessità del pubblico. 

Nei festival, sicuramente la tecnica è più importante della selezione musicale: se stai suonando in un festival, i tuoi fan balleranno comunque la tua musica, qualunque brano tu voglia suonare; tuttavia faresti una pessima figura davanti ad un grande pubblico se suonassi con una tecnica lacunosa.

La selezione musicale è quindi piuttosto libera, il dj deve semplicemente seguire una scaletta logica: la maggior parte dei brani devono essere del genere che predilige, il suo genere, quello che la gente vuole sentire da lui perché è la sua “firma” (sarebbe controproducente se Carl Cox, noto produttore e dj Tech House, facesse un dj set dubstep). Tuttavia, come abbiamo già detto, è più importante che un dj in un festival abbia una tecnica di mixaggio estremamente buona: il dj set in questione ha più possibilità di essere ascoltato da orecchie esperte, e probabilmente verrà registrato e pubblicato sul web (quasi tutti i dj set dei festival vengono registrati e pubblicati su internet). Ricorda che si sente molto più chiaramente un cambio errato in una registrazione, piuttosto che live! Il dj set nei festival, di solito, è anche molto dinamico, poiché il dj vuole mostrare al pubblico il suo talento: cambi veloci, mash-up dal vivo e similari sono di solito all'ordine del giorno nei festival.

Solitamente, inoltre, nei festival i dj effettuano un'introduzione a effetto del dj set, ovvero un intro speciale (di solito orchestrale) che, per l'appunto, "introduce" il dj, e successivamente sfuma dando spazio alla prima canzone del mix. Spesso l'intro è accompagnato da una voce (registrata o live) che annuncia il dj appena salito in consolle.

dj-in-discoteca-festival-steve-aoki-show-tortaNei festival il dj deve anche saper fare un'ottima scena: è innalzato davanti a tutti, accanto a lui non c'è nulla per diversi metri, quindi tutti gli occhi sono puntati su di lui. Deve saper muoversi con maestria, disinvoltura, ed incitare la folla a divertirsi. Nel festival il dj non fa solo un semplice dj set, fa uno show, uno spettacolo. I dj più famosi, infatti, hanno sviluppato un loro stile per fare scena nei loro show: molti si buttano sulla folla, salgono sulla consolle parlando al microfono, lanciano champagne sul pubblico come i vincitori di Formula Uno, eccetera. Gli stili di show più famosi sono senza dubbio quelli dei Dada Life e di Steve Aoki: i Dada Life lanciano grosse banane giganti gonfiabili e champagne alla folla, mentre Aoki lancia delle torte in faccia alle persone in prima fila, oltre che lanciarsi lui stesso con un gommone gonfiabile e "navigare" trasportato dalla folla.

 

Come abbiamo già detto, chiaramente i dj che suonano nei festival sono dj di fama, che hanno fatto successo. Solitamente fanno la bella vita, come delle rockstar: hanno fan, molti soldi (di solito sono milionari) e girano il mondo facendo concerti. Come hanno fatto ad ottenere il loro successo? Ogni mese l'olimpo dei dj famosi si allarga con nuovi arrivati; pochi di loro sono raccomandati o figli di altri dj famosi: molti sono arrivati li dal nulla, fino a poco tempo prima erano delle persone comuni. Come hanno fatto? Come si fa ad arrivare a quel livello? Se l'argomento ti interessa, ti consigliamo di leggere la nostra guida a riguardo, che puoi trovare cliccando Qui.

  


 

2 NEI CLUB:

dj-in-discoteca-clubNei club, ovvero le discoteche, il dj è una via di mezzo tra il dj per feste private e quello dei festival: deve saper fare un dj set personale, ma deve tenere anche molto in conto la pista e le esigenze del pubblico.

Ovviamente dipende da club a club: ci sono discoteche molto più simili ai festival, come il Ministry Of Sound di Londra o il Pacha di Ibiza, dove il dj è elevato sopra la folla e fa più che altro uno show, e la gente solitamente è venuta a sentire proprio lui.
Nella maggior parte dei casi, però, i club sono più simili alle feste private, dove il dj è semplicemente colui che mette la musica e deve fare divertire la gente, la quale non è venuta per sentire proprio lui, ma per divertirsi con gli amici. In questi casi a volte la postazione del dj non è in bella vista ma marginale, in un angolino, e le persone non sono rivolte verso il dj ma si guarda tra di loro. Il ruolo del dj in questo tipo di discoteche, quindi, è molto simile a quello del dj nelle feste private. Con una differenza sostanziale, ovvero che nei club la selezione musicale (di solito) non è così amplia come quella nelle feste private, ed è ascendente: nelle feste private il dj può anche tranquillamente mettere balli di gruppo, liscio o valzer e subito dopo dubstep, se alla gente piace e gli viene magari anche richiesto di fare così; nei club invece il dj ha un range fisso di generi su cui può spaziare, ma non può andare oltre (normalmente questo range viene dato dal proprietario o l'organizzatore). La scaletta musicale è lineare ascendente, ovvero si parte dal genere meno spinto e si arriva gradualmente al più spinto, senza passaggi bruschi da un genere all'altro.

 

aaa Da cosa è composta la Scaletta Musicale per un Dj in Discoteca?

In realtà non c'è una regola fissa: cambia da discoteca a discoteca, e da paese a paese. Nel Sud Italia le richieste sono differenti rispetto a quelle nel Nord Italia, e al di fuori dei confini Italiani le cose sono completamente diverse. In generale, tuttavia, in gran parte delle discoteche italiane si segue questa struttura durante ogni serata:

  • Pre-serata – Con generi musicali di background, di sottofondo, che vengono messi da prima dell'apertura del locale (per fare in modo che la gente da fuori senta già musica), fino a quando la gente è “in posizione di partenza” (ovvero che è entrata, ha posato le giacche e si è ambientata nel locale).
  • Riscaldamento Commerciale – Dai generi di Background si passa man mano ai generi commerciali, i classici tormentoni che spingono la gente a ballare in pista e cantare. La commerciale deve andare avanti finché la gente non si è scaldata per bene ed è quasi tutta in pista.
  • Ascesa Spinta – Quando la gente è ormai "carica", viene fatta una lenta escalation con generi man mano sempre più "spinti", ossia veloci, ritmati e con suoni meno commerciali.  Alla fine della serata, normalmente si è arrivati al genere più spinto possibile del range musicale prestabilito per il tipo di locale. In certi locali il genere finale è l'Electro-House, in altri si arriva fino alla Dubstep o addirittura l'Hardstyle.

CURIOSITÀ: al di fuori dell'Italia, come già accennato, le cose funzionano in maniera piuttosto diversa. Specialmente al di fuori dell'Europa. Nei paesi europei (quindi nei club Francesi, Austriaci, Greci, Olandesi, eccetera) la scaletta di solito è pressapoco come quella sopra spiegata; semplicemente vanno di moda generi un po' diversi (ad esempio in Austria va molto di moda l'Electro Swing e in francia la French House). La Spagna è invece un caso a parte, poiché (Ibiza a parte) i generi che vanno più in voga nelle discoteche sono completamente diversi dai nostri: nei locali spagnoli potete infatti sentire Raggaeton, Rumba, Rock e Pop spagnolo, raramente Electro-House, Progressive House e i vari generi EDM.

In Inghilterra le cose sono estremamente diverse: da loro l'ascesa non è direttamente proporzionale al ritmo e alla "carica" del brano, come da noi, ma piuttosto alla fama del brano in questione. Da loro, quindi, il preserata è semplicemente composto di brani meno conosciuti, e in piena serata si mettono brani più conosciuti; ai dj inglesi importa molto meno di fare una scaletta tematica riguardo a generi musicali e ritmo.

Al di fuori dell'europa, le cose diventano ancora più diverse. I generi preferiti sono spesso completamente diversi, e i dj set di solito sono colmi di musica locale (ad esempio il J-Pop in Giappone).

 


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