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 In questo articolo parleremo esclusivamente dei due processi finali di costruzione dei brani elettronici (e di tutti i brani in generale): il Mix e il Master.

Come abbiamo visto nell'articolo Comporre un Brano, il Mix e il Master sono i due processi finali, che vengono effettuati quando il brano è finito a livello di composizione (ha una stesura definitiva, e non si vuole più modificare nulla a livello di stesura, di eventi, di note, di scelta degli strumenti, di effetti, e di pulizia del suono). Solo quando un brano ha tutte queste caratteristiche, si può procedere con il Mix.

IL MIX

Il mix è il processo in cui si regolano e migliorano le singole tracce (Kick, Basso, eccetera) e si rende perfetto il loro rapporto con le altre tracce.

Per migliorare le singole tracce si regola principalmente la loro equalizzazione, la loro dinamica, e la loro ambientazione. Per regolare l'equalizzazione si utilizzano gli EQ (equalizzatori), mentre per regolare la dinamica si fa ricorso ai Compressori (a volte anche i compressori multibanda, che sono più precisi). L'ambientazione invece si fa con i vari processori come i Riverberi e i Delay. Normalmente l'ambientazione si fa già nei processi di composizione, tuttavia molte volte bisogna aggiungerne in certe tracce durante la fase di Mix. Certe volte alcune tracce necessitano anche, oltre a un equalizzazione, dinamica e ambientazione, di una Saturazione o una Distorsione. La saturazione è una specie di distorsione ma molto meno forte, che basta però a rendere il suono più compatto e "aggressivo", "potente". Ci sono vari Distorsori e Saturatori che fanno queste funzioni.

Una volta migliorate le singole tracce, si regola il loro rapporto con le altre tracce... ovvero i collegamenti che hanno tra di loro (si controlla bene i Sidechain) e si ascoltano le varie tracce tra loro per sentire se i loro settaggi di equalizzazione e dinamica non vanno a sovrapporsi e a creare danni: ogni suono dev'essere pulito, e deve sentirsi bene, deve occupare il suo preciso spazio nel mix del brano completo, non deve andare a intaccare gli altri suoni (a meno che non sia un'effetto voluto). In questa fase del mix si controlla appunto questo, ascoltando, per esempio, solo il Kick e il basso, poi solo il Kick e i Drums, poi solo il Kick e un Lead, poi solo il Kick e l'altro Lead, eccetera... E poi il Kick il Basso e i Drums assieme, il Kick i Drums e i Lead assieme, il Basso e i Lead, i Lead e i Drums, eccetera... Si cerca di fare tutte le combinazioni possibili (che abbiano un senso acustico), e man mano si regola dinamica, l'equalizzazione, e l' eventuale ambientazione e saturazione dei vari suoni. In questa fase si fa anche un lavoro molto importante: la volumizzazione. Essa consiste nel regolare i volumi di ogni suono presente nel Mix. Nella volumizzazione si lavora sempre a combinazioni come spiegate prima (a volte si fa la regolazione sopra spiegata assieme alla volumizzazione), ma bisogna sempre partire dal Kick, regolando tutto di conseguenza a lui. Si lavora assolutamente sempre a volumi bassi, non si va mai in clipping (oltre gli 0dB di volume) e si cerca di mantenere sufficiente Headroom, ovvero la somma di tutti i suoni del mix (cioè il canale di Master) non solo non deve superare gli 0 dB di volume, ma deve stare in un volume di media tra i - 6 dB e i - 3dB; questo per consentire un lavoro ottimale nella fase di master.

Una volta regolato tutto alla perfezione, riascoltato il brano con tutte le tracce assieme in varie modalità (a volume delle casse basso, a volume altissimo, dalle cuffie, da un'altro impianto audio, eccetera) e una volta che si è convinti di aver effettuato un mix alla perfezione e si è soddisfatti, si esporta il tutto (senza Normalizzazione, ma mantenendo il volume basso a - 3 dB) nella qualità ottimale, ovvero Wav a 24Bit o a 32Bit. Questo file audio, con Mix ma senza Master, si chiamerà Mixdown, e verrà usato nel Master.

IL MASTER

Il processo di master consiste nel modificare il Mixdown, ovvero il brano dotato di Mix, attraverso vari processori, che lo renderanno ottimale, ovvero per la musica elettronica, più "potente".

Il master si effettua in un nuovo progetto, in cui è stato caricato esclusivamente il file Mixdown. A esso si applicano una catena di processori, che lavorano uno dopo l'altro modulando il suono. Non c'è una catena di processori perfetta, ognuno ne utilizza una diversa, ma quella che segue è una delle più diffuse:

- Equalizzatore, che tolgie le frequenze estreme dal Mixdown (sotto i 20 Hz e sopra i 18 kHz)

- Compressore, che serve da "colla" per rendere compatto e unito il Mix

- Stereo Imaging, che regola la stereofonia del brano

- Armonic Exciter (a volte)

- Compressore Multibanda, che regola la dinamica complessiva del brano

- Expander

- Equalizzatore, che regola l'equalizzazione finale del brano

- Limiter, possibilmente impostato in modalità Brick-Wall, che ottimizzi il volume e renda lo spettro del brano perfetto e ordinato.

 

Il settaggio della catena del Master è molto importante, perchè un master sbagliato anche solo di poco, renderà il brano poco professionale e suonerà male. In più, ogni brano necessita di un settaggio della catena di master personalizzata, non esiste un settaggio che vada bene uguale per tutti i brani

Una volta effettuato il settaggio che riteniamo perfetto per il brano in questione, e una volta controllato in varie modalità (come nel processo finale di mix, a volume basso e a volume altissimo, su monitor e in cuffia, magari provando con cuffie diverse, poi in altri impianti audio come gli impianti di auto e di vari locali, eccetera. Il master è buono solo quando suonerà bene in ogni modalità in cui lo riproduciamo), solo allora si può effettuare l'esportazione finale con normalizzazione, ovvero la resa del brano a -0.1 dB nel suo picco massimo (cioè durante il drop, se è stata effettuata una compressione e limitazione adeguata).

 

Sarà disponibile a breve una guida professionale in cui verrà spiegato il processo di mix e di master in modo completo e dettagliato, con vari trucchi e esempi di lavoro.

 

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